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LA MEMORIA

Rivendicare e raccontare la memoria del nostro passato, e di quella che consegniamo al futuro, è una necessità; il suo contrario, l’oblio, porta all’occultamento delle ragioni che ci hanno condotto fin qui. Il passato è un tracciato da leggere e interpretare, il prezzo è l'incomprensione del presente e la passività di fronte al futuro.

 

 

"La curiosità, la libertà d’opinione. Il prezzo della paura e del ritegno a porsi in modo pieno e lucido davanti al prossimo: non solo davanti al nemico, ma davanti a qualunque prossimo. Quando dico ciò, ho paura che dopo decenni in cui abbiamo concentrato gran parte della nostra forza e del nostro sangue, delle risorse intellettuali, dell’attenzione e del talento inventivo sui nostri confini esterni per difenderli, per corazzarli sempre più, dopo tutto ciò noi, forse, stiamo per diventare come un’armatura dentro la quale forse non c’è più nessun cavaliere, nessuna persona."

Con gli occhi del nemico, David Grossman, 2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Spaventato, Nubar scivola giù dal letto e rimane a guardare il nonno negli occhi foschi e fissi, che si vanno coprendo di un ve- lo. E finalmente il grido “Fuggite!” si articola sulle labbra estenuate; la mano pende, stringendo con un’estrema energia la manina appiccicosa del piccolo.

“Fuggite, Fuggite!” ripete

Hamparzum al bambino,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ma la sua voce diventa uno  stridulo rantolo, un doloroso separarsi.

Ah, la morte non può essere felicità ... “Sia salva almeno la vita di questo piccolo” chiede con l’ultimo pensiero Hamparzum; e Iskuhi, e Maria annuiscono.

Nel loro grembo tenero il vecchio rimette allora il suo spirito. Nubar fermo e zitto lo contempla, e

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

continua a tenergli la mano. Li trovano così, nonno e nipote. Immobili in reciproca comunione, in bilico tra passato e futuro in un presente miracolosamente dilatato."

 

La masseria delle allodole,

Antonia Alslam, Rizzoli 2009.

Forse non è necessario aggiungere altro, forse. olmo poloni